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Energie Alternative |
SULLA GEOTERMIA: CURRICULUM IN PILLOLE
Di geotermia si parla molto, ma pochi possono vantare un'esperienza specifica operativa. Nell'ambito del dimensionamento di sonde geotermiche per impianti di riscaldamento e raffrescvamento a bassa entalpia, il nostro studio opera dal 1995 (con circa 350 dimensionamenti solo nell'ultimo biennio 2005 - 2006). Dimensionare le sonde in modo corretto implica conoscere in dettaglio il terreno nel quale verranno collocati gli scambiatori (conducibilità termica, temperature e loro variazioni nel tempo, presenza di acqua, ecc..); diffidate di chi vi sottopone un preventivo senza aver verificato e determinato le condizioni geologiche e idrogeologiche al contono. A questo occorre affiancare un'accurata progettazione termotecnica, realizzate alla luce delle recenti normative sul risparmio energetico.
Fabrizio Cambursano, geologo - Valentina Raccanelli, architetto
Impianto geotermico a pompa di calore di Roccabruna: dati di monitoraggio anni 2004 -2005 - 2006
Fotovoltaico: IMPORTANTI NOVITA'; finalmente il Decreto che paga l'energia a chi la produce
Dalla terra energia pulita per riscalcare la nostra casa (inquadramento generale)
Geotermia e pompe di calore: dalla terra energia pulita e gratuita per riscaldare le nostre case
Energia fotovoltaica: come funziona e dove attingere per il finanziamento
Fotovoltaico: IMPORTANTI NOVITà; finalmente il Decreto che paga l'energia a chi la produce
Finalmente è realtà il Decreto Legge di recepimento della Direttiva
europea 2001/77/CE sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili che, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso
31 gennaio, entrerà in vigore dal 15/02/04.
Si tratta del tanto atteso "Conto energia", vale a dire la
possibilità di vendere alla rete l'energia elettrica prodotta dai sistemi
solari fotovoltaici, vedendosi riconoscere una tariffa incentivante. E' lo stesso
metodo d'incentivazione adottato, con grande successo, in Germania,
L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, in accordo col Ministero
delle Attività Produttive, ha 6 mesi di tempo (a partire dal 15 febbraio)
per definire tutti i rimanenti dettagli (tariffa, aspetti tecnici e amministrativi,..).
I sistemi solari fotovoltaici installati in Italia nel 2003 sono stati pari
a circa 3 MWp. Nell'anno in corso si prevede un raddoppio delle installazioni,
grazie ai bandi della fine del 2003 e ai nuovi programmi d'incentivazione (regionali
e nazionali) prossimi all'uscita
Dalla terra energia pulita per riscalcare la nostra casa (inquadramento generale)
(articolo pubblicato su "Il Maira", febbraio 2002)
Mentre si discute su come abbattere l'inquinamento atmosferico, quali debbano
essere gli orientamenti energetici del futuro, in Svizzera, da 30 anni hanno
risolto il problema.
Almeno per quanto riguarda il riscaldamento domestico (e industriale).
Il sistema è così semplice da essere quasi banale; e funziona alla perfezione.
Chi si intende, anche solo a livello scolastico, di geologia, sa che la temperatura media della terra aumenta progressivamente andando in profondità. In condizioni standard, il gradiente geotermico, ovvero l'aumento di temperatura con la profondità, è di circa 26 gradi centigradi per ogni chilometro.
Tralasciando l'antico obbiettivo di prelevare in profondità acqua a temperature elevate (applicabile solo in particolari condizioni), l'idea sviluppata nei paesi del nord Europa è di utilizzare condizioni di gradiente (cioè di differenza) di temperatura tra il sottosuolo, ove vi sono condizioni pressoché isotermiche (temperature costanti estate e inverno) e la superficie (temperature variabili stagionalmente).
In sintesi la logica è la seguente:
1. l'energia termica viene ricavata dal terreno (geotermia) facendo circolare
acqua in un circuito chiuso entro tubazioni interrate;
2. l'acqua alimenta una centrale di produzione del calore con Pompe di Calore
azionate da energia elettrica;
3. l'acqua dei circuiti secondari (35°C), viene inviata ai fabbricati che
sono provvisti di impianti adatti ad utilizzare fluido riscaldante a bassa temperatura
(es. impianti a pavimento o a pannelli radianti).
A conti fatti, il risparmio rispetto a impianti tradizionali è il seguente:
-60% rispetto all'impianto a gas metano;
-66% rispetto all'impianto elettrico;
-70% rispetto all'impianto a gasolio.
Operativamente, l'impianto necessita di un pozzo di calore, (perforazione tipo pozzo per l'acqua), realizzabile ovunque, dove inserire le sonde, profondo, a seconda dei casi da 60 - 70 m fino a 120 - 150 m.
Il costo di perforazione è di circa 8 - 10 mila euro, 15 - 20 milioni di lire (il prezzo varia a seconda delle condizioni geologico-tecniche al contorno).
La pompa di calore costa come una buona caldaia a gas.
Il fabbisogno elettrico è di circa 2 - 2,5 KW/h (es. per una abitazione monofamigliare).
Fino a qui un impianto che mi fa risparmiare il 60 - 70%.
Ma posso fare ancora di più.
Utilizzando appositi finanziamenti (Regione Piemonte, 75% a fondo perduto) posso produrre l'energia elettrica necessaria attraverso un impianto a pannelli fotovoltaici (trasformano la luce in corrente elettrica).
Il cerchio è chiuso.
In pochi anni ho ammortizzato l'impianto e scaldarmi (e/o refrigerarmi) non mi costa più nulla. In più, l'energia elettrica che produco e non consumo la vendo all'Enel.
Entro l'anno un impianto con tali caratteristiche sarà ultimato e funzionante nella mia abitazione di Roccabruna, dove chi lo vorrà, potrà verificarne i vantaggi che ho elencato.
Quasi dimenticavo:
l'impianto, oltre a essere economico è:
Ø ecologico (zero emissioni, zero odori)
Ø sicuro (zero caldaie e zero serbatoi)
Ø indipendente (non ha bisogno di rifornimenti e manutenzione)
Spero che tutto questo risulti di stimolo per tutti coloro che credono in uno sviluppo compatibile con l'ambiente. Per chi, come me, è convinto che si debba e si possa risparmiare utilizzando le energie alternative così come da anni paesi più sensibili fanno.
saluti
dott. geologo Fabrizio Cambursano
cambursano@geologiweb.it febbraio 2002
Dalla terra energia pulita e gratuita per riscaldare
le nostre case
Approfondiamo il discorso (pubblicato sul Maira, 15 novembre 2002).
Nel mese di febbraio 2002, ho cercato di incuriosire gli attenti lettori de
"il Maira" con un primo articolo sull'argomento.
L'inatteso riscontro ottenuto, avvalorato da innumerevoli richieste di maggiori
elementi conoscitivi, ha determinato la piacevole necessità di approfondire,
con una trattazione maggiormente tecnica e dettagliata, la particolarità
del sistema di sfruttamento del calore esistente nel sottosuolo per scaldare
le nostre case.
Il terreno contiene una inesauribile sorgente di calore: la temperatura, man
mano che si scende sotto terra, aumenta grazie all'energia geotermica che dal
nucleo terrestre si dirige verso la superficie; il terreno inoltre assorbe quasi
la metà dell'energia che riceve dal Sole.
Si tratta di una fonte di energia INESAURIBILE, costantemente disponibile e
soprattutto RINNOVABILE.
Generalmente siamo abituati a pensare alla GEOTERMIA in termini di vapore da
utilizzare in centrali termoelettriche, come per esempio a Larderello, oppure
come acque termali per usi diretti volti alla climatizzazione; tuttavia è
evidente che può essere considerata una risorsa del genere anche il "terreno"
di casa nostra.
A pochi metri di profondità dalla superficie terrestre il terreno mantiene
una temperatura quasi costante per tutto l'anno, e questo ci permette di ESTRARRE
CALORE d'inverno per riscaldare un ambiente, e di CEDERE CALORE durante l'estate
per raffrescare lo stesso ambiente.
Tale scambio di calore viene realizzato con POMPE di CALORE ABBINATE A SONDE
GEOTERMICHE che sfruttando questo principio permettono di riscaldare e raffrescare
le ns case con un unico impianto assicurando un alto grado di rendimento sull'arco
dell'intera stagione, e con un fabbisogno di energia elettrica contenuto rispetto
alle prestazioni. Non è neppure necessario alcun apporto termico esterno
(per esempio una caldaia a metano) per coprire le punte invernali.
Le pompe di calore per riscaldare le case esistono sul mercato dagli anni 50,
proprio come televisori, lavatrici e altri apparecchi domestici a noi famigliari,
si tratta dunque di una TECNICA AFFIDABILE, AMPIAMENTE COLLAUDATA.
Queste macchine hanno il grande vantaggio di fornire più energia (sotto
forma di calore) di quella che gliene occorre per funzionare, questo è
reso possibile dal fatto che la macchina assorbe calore dal mezzo esterno.
Impianto ad energia geotermica
Un impianto che funziona ad energia geotermica è composto da:
- SONDA GEOTERMICA inserita in profondità per scambiare calore con il
terreno;
- POMPA di CALORE installata all'interno dell'edificio;
- SISTEMA di DISTRIBUZIONE del calore "a bassa temperatura" all'interno
dell'ambiente (impianti a pavimento, pannelli radianti, bocchette di ventilazione,
ecc…).
Lo scambio di calore con il terreno avviene tramite la sonda di captazione,
installata con una perforazione del diametro di pochi centimetri, in un foro
scavato accanto all'edificio, invisibile dopo la costruzione. Il numero delle
sonde geotermiche e la profondità d'installazione (da 50 a 150 metri)
variano in funzione dell'energia termica richiesta.
Ogni sonda è formata da due moduli ciascuno dei quali costituito da
una coppia di tubi in polietilene uniti a formare un circuito chiuso (un tubo
di "andata" e uno di "ritorno") all'interno dei quali circola
un fluido glicolato (miscela di acqua e anticongelante non tossico).
I tubi delle sonde sono collegati in superficie ad un apposito collettore connesso
alla pompa di calore.
Durante l'inverno il terreno ha una temperatura generalmente superiore a quella
esterna, il fluido glicolato scendendo in profondità attraverso le sonde
sottrae energia termica al terreno; ritornato in superficie ad una temperatura
maggiore, provoca l'evaporazione del refrigerante che circola nel sistema della
pompa di calore, il liquido si espande ed ASSORBE CALORE dalla sorgente esterna,
ovvero, tramite le sonde geotermiche, dal terreno. All'uscita dell'evaporatore
il fluido, ora allo stato gassoso, viene aspirato all'interno del compressore
che, azionato da un motore elettrico, fornisce l'energia meccanica necessaria
per comprimere il fluido, determinandone così un aumento di pressione
e conseguentemente di temperatura. Il fluido viene così a trovarsi nelle
condizioni ottimali per passare attraverso il condensatore (scambiatore). In
questa fase si ha un nuovo cambiamento di stato del fluido, che passa dallo
stato gassoso a quello liquido CEDENDO CALORE all'aria o all'acqua che sono
utilizzate come fluido vettore per il riscaldamento degli ambienti o per la
produzione di acqua sanitaria.
Il ciclo termina con la sua ultima fase dove il liquido passa attraverso una
valvola di espansione trasformandosi parzialmente in vapore e raffreddandosi,
riportandosi così alle condizioni iniziali del ciclo.
Lo stesso identico sistema, con opportuni accorgimenti impiantistici, potrà
provvedere anche al CONDIZIONAMENTO ESTIVO, in questo caso il ciclo viene invertito
ed il sistema cede al terreno il calore estratto dall'ambiente interno raffrescandolo.
Con le pompe di calore si ha quindi il vantaggio di sfruttare una sola macchina,
che grazie ad una valvola diventa reversibile poiché presenta la possibilità
di invertire le funzioni dell'evaporatore e del condensatore, fornendo così
aria fredda in estate e aria calda in inverno. L'inversione tra i due sistemi,
riscaldamento e raffrescamento, può avvenire o con un'inversione sul
ciclo o con un'inversione sull'impianto.
La tecnica di prelevare calore con una sonda geotermica è altamente
affidabile e fa ormai parte dei modi convenzionali di riscaldamento, ben conosciuta
e sfruttata in tutto il Nord Europa e negli Stati Uniti.
A titolo di esempio, una pompa di calore collegata ad una sonda geotermica inserita
a circa 100 m di profondità estrae dal suolo una potenza geotermica sufficiente
per riscaldare un'abitazione unifamiliare standard.
La termodinamica ci insegna, ma ce lo suggerisce anche il buon senso, che il
lavoro necessario per portare l'energia termica da un livello di temperatura
più basso ad uno più alto è proporzionale a tale dislivello
o salto di temperatura. Da ciò consegue la prima buona regola energetica
di utilizzare per il riscaldamento di ambienti abitati, che vanno mantenuti
a temperatura di comfort intorno ai 20º, temperature per i fluidi di riscaldamento
degli impianti non superiori ai 35º sufficienti allo scopo. Con acqua disponibile
a 10º- 15º, il salto di temperatura è conseguentemente di solo
20º-25º e, in queste condizioni, il rapporto tra calore reso all'impianto
di riscaldamento e la potenza richiesta dalla pompa di calore nelle buone macchine
moderne si aggira intorno a 4, potendo giungere anche a 5. Ciò significa
che, spendendo 1 kW elettrico per l'azionamento dell'impianto si ottengono almeno
4 kW termici per l'utenza; gli altri 3 KW, ovvero il 75% del fabbisogno termico,
vengono prelevati dall'ambiente e, più precisamente, nel caso da noi
ipotizzato, dal sottosuolo; di conseguenza si può propriamente parlare
di fonte "geotermica".
Vantaggi
Canna fumaria? Fumi? Emissioni? Niente di tutto ciò !!!
Quando è in esercizio, la pompa di calore non emette alcuna sostanza
dannosa.
Complessivamente un impianto geotermico offre i seguenti vantaggi:
· riduzioni del consumo di combustibile, e in generale riduzione dei
costi di riscaldamento, condizionamento e produzione di acqua calda;
· riduzione generale delle emissioni di CO2, e altre emissioni inquinanti
in atmosfera; con conseguente spostamento delle emissioni al di fuori del tessuto
urbano verso i siti delle centrali termoelettriche;
· nessun uso del gasolio o del metano per la caldaia, quindi non sono
più necessari pericolosi serbatoi;
· non è più necessaria la pulizia del camino;
· non è più necessario il controllo del bruciatore;
· nessuna apparecchiatura visibile installata al di fuori dell'edificio;
· minore rumore durante il funzionamento;
· adattabile a qualsiasi tipo di edificio: abitazioni, uffici, edifici
commerciali, hotel, scuole, piscine, capannoni, ecc…..
· realizzabile in qualunque zona, in ogni tipo di terreno, indipendentemente
dalla profondità della falda;
La realizzazione di un impianto geotermico completo (riscaldamento + raffrescamento)
è senz'altro la soluzione più conveniente, in quanto comporta
un minor tempo di ammortamento del costo dell'impianto. Alcuni dati di letteratura
mostrano infatti un costo specifico medio per unità di calore prodotto
pari a 1/3 di quello di un impianto tradizionale con caldaia a gasolio e 1/2
di quello di un impianto tradizionale con caldaia a metano.
L'impianto a sonde geotermiche può essere applicato anche nel caso di
modifica o RISTRUTTURAZIONE di IMPIANTI ESISTENTI; i considerevoli risparmi
nei costi di esercizio consentono infatti buoni margini per ripagare gli investimenti
richiesti.
Costi di esercizio
La gestione di una pompa di calore con sonda geotermica è semplicissima:
un'unica "macchina" può gestire il riscaldamento, il raffrescamento
e la produzione di acqua calda. La macchina è programmabile con grande
flessibilità, affinché ogni esigenza di riscaldamento sia soddisfatta
ad un costo contenuto. E' ideale per gli impianti di riscaldamento ad alto comfort,
come le serpentine a pavimento o i corpi riscaldanti a bassa temperatura. Lo
spazio occupato da una pompa di calore è poco superiore a quello di un
refrigeratore domestico.
Con misure così ridotte la macchina può essere installata in qualsiasi
locale di servizio, anche nella lavanderia.
Per la valutazione dei costi di esercizio assumiamo come costi di riferimento:
gasolio a 1.300 £/l, metano a 1.000 £/Sm3 ed energia elettrica a
250 £/kWh; in caso di variazione dei prezzi è semplicissimo ricalcolare
i costi di esercizio conseguenti. Con le condizioni sopra citate i costi risultano:
INVERNO
· riscaldamento con gasolio ~ 190 £/1Mcal (1Mcal=1000 Kcal)
· riscaldamento con metano ~ 150 £/Mcal
· riscaldamento con pompa di calore elettrica ~ 75 £/Mcal
ESTATE
· condizionamento con raffreddamento ad aria ~ 85 £/Mcal
· condizionamento con raffreddamento ad acqua ~ 65 £/Mcal
· condizionamento con preraffreddamento diretto dell'aria ~ 35 £/Mcal
e le riduzioni dei costi di esercizio conseguenti sono:
· riscaldamento con pompa di calore rispetto al gasolio - 60%
· riscaldamento con pompa di calore rispetto al metano - 50%
· condizionamento con acqua rispetto all'aria - 25%
· condizionamento con preraffreddamento diretto dell'aria - 60%
A questo impianto si può abbinare un sistema a pannelli fotovoltaico,
i quali, producendo direttamente energia elettrica, possono agevolmente coprire
il fabbisogno energetico necessario, rendendo l'abitazione praticamente autonoma
(riscaldare ed illuminare a costo zero). Cosa sono e come funzionano i pannelli
fotovoltaico? A breve un nuovo articolo sull'argomento, come sempre su "Il
Maira".
Dronero, novembre 2002
dott. geol. Fabrizio Cambursano
www.geologiweb.it
Energia fotovoltaica: come funziona e dove attingere per il finanziamento
IL SOLE, FONTE INASAURIBILE DI ENERGIA: COME CATTURARLA E RENDERLA DISPONIBILE
PER LE NOSTRE ESIGENZE.
(di prossima pubblicazione su "Il Maira")
Con uno "speciale riscaldamento", a novembre abbiano approfondito
il discorso "energia geotermica e pompe di calore per riscaldare la nostra
casa", cercando di spiegare gli innumerevoli vantaggi ed i notevoli risparmi
derivanti dall'adozione di questo sistema di riscaldamento, rispetto ai sistemi
tradizionali (a gas e derivati dal petrolio).
Cercheremo ora di proseguire il discorso, rispondendo alla domanda che concludeva
l'articolo: dove prendo l'energia elettrica (in alternativa alla rete ENEL)
per fare funzionare la pompa di calore e illuminare la casa?
La risposta: dall'energia fotovoltaica, derivata direttamente dal sole e più
in generale dalla luce.
Da tempo sono in commercio pannelli fotovoltaici, che ricordano visivamente
i più conosciuti pannelli solari ma con i quali tuttavia, dal punto di
vista tecnico, hanno ben poco in comune.
I sistemi fotovoltaici si basano sul modulo fotovoltaico, che, costituito da
diverse celle in silicio, trasforma l'energia contenuta nella radiazione solare
in energia elettrica.
Questa energia può essere accumulata in batterie per renderla sempre
disponibile (e allora si parla di impianti autonomi, solitamente realizzati
per alimentare utenze distanti dalla rete), oppure può essere immediatamente
utilizzata, anche senza l'adozione di batterie: è il caso degli impianti
connessi alla rete, oggetto di mirati finanziamenti da parte degli Enti Locali,
che scambiano energia elettrica con la rete.
Dove posizioniamo l'impianto
I pannelli fotovoltaici vengono di norma adagiati sul tetto del fabbricato.
In alternativa, possono essere posati a terra. In entrambi i casi bisogna considerare
che la resa massima viene ottenuta con:
esposizione il più possibile diretta a sud;
inclinazione rispetto all'orizzontale di circa 30 - 32° (pendenza ordinaria
del tetto);
assenza di elementi di disturbo (alberi o altri fabbricati che possono mettere
in ombra la superficie captante dell'impianto).
Descrizione
Gli impianti fotovoltaici di connessione alla rete hanno la particolarità
di lavorare in regime di interscambio con la rete elettrica locale. In pratica,
nelle ore di luce le apparecchiature elettriche consumano l'energia elettrica
prodotta dal proprio impianto, mentre quando la luce non c'è o non è
sufficiente, oppure se l'utenza richiede più energia di quella che l'impianto
è in grado di fornire, sarà la rete elettrica a garantire l'approvvigionamento
dell'energia elettrica necessaria.
Se l'impianto solare produce più energia di quella richiesta dall'utenza,
tale energia può essere immessa in rete. In questo caso si parla di cessione
delle "eccedenze" alla rete elettrica locale.
Gli impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica rappresentano quindi
una fonte integrativa, perché forniscono un contributo, di entità
diversa a seconda della dimensione dell'impianto, al bilancio elettrico globale
dell'edificio.
Un impianto di connessione a rete è costituito, oltre che dai moduli,
da un inverter "di connessione a rete", cioè un dispositivo
elettronico in grado di trasformare la tensione e la corrente da continua (come
ci arriva dai moduli) in alternata (come è nelle nostre case).
La potenza in uscita dal modulo e quindi dal sistema, varia con il cambiare
dell'intensità dell'irraggiamento solare, ma attraverso metodi di calcolo
specifici è possibile prevedere la produzione di energia elettrica dei
sistemi fotovoltaici a seconda della località dell'installazione, dell'inclinazione
e dell'orientamento del piano dei moduli.
Risparmi e spazi occupati
Per ridurre del 90 - 100% le bollette di energia elettrica di una casa monofamiliare
che tipicamente consuma 2.000 - 2.500 kWh/anno (indicati nelle bollette come
"scatti"), equivalenti ad esborsi annui di 400 - 600 euro, è
necessario adottare un sistema fotovoltaico di connessione alla rete della potenza
di circa 2 kWp (Kilowat di picco, da valutare a seconda della località
e dell'esposizione al sole del luogo dove si intendono installare i moduli).
La superficie occupata risulterebbe di circa 17 m2.
Nel caso si opti per un impianto geotermico a pompa di calore, bisogna considerare,
per compensare integralmente l'energia consumata con quella prodotta, il consumo
della pompa di calore e prevedere impianti con potenza maggiore (diciamo 4 -
4,5 KWp casa monofamiliare tipica, superficie occupata dai moduli circa 35 m2).
Il costo totale del sistema, considerando il contributo pubblico a fondo perduto
dell'attuale "Programma Nazionale 10.000 Tetti Fotovoltaici" (65%
del costo totale d'impianto), risulta di circa 7.000,00 mila euro (15.700,00
per l'impianto da 4,5 KWp)
Per i privati a tale somma va inoltre detratto il 36% dall'IRPEF previsto per
gli interventi di risparmio energetico in edilizia (valido sino al 30 giugno
2003). La spesa finale dell'impianto sarà quindi:
di 4.500,00 euro circa per l'impianto da 2 Kwp
di 10.000,00 euro circa per l'impianto da 4,5 Kwp.
Aspetti normativi
Recentemente l'ENEL ha emesso una circolare che regolamenta la connessione degli
impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kWp: un tecnico della società
elettrica locale installerà un secondo contatore per la contabilizzazione
dell'energia elettrica in uscita. L'utente dovrà pagare 60.000 Lire/anno
di "oneri di misurazione" e, alla fine dell'anno, si procederà
con uno "scomputo" dei kWh immessi nella rete dalla bolletta.
Aspetti ambientali
Ogni kWh prodotto con fonte fotovoltaica consente di evitare l'emissione nell'atmosfera
di 0,3 - 0,5 kg di CO2 (gas responsabile dell'effetto serra, prodotto con la
tradizionale produzione termoelettrica che, in Italia, rappresenta l'80% circa
della generazione elettrica nazionale). Inoltre:
l'energia prodotta in prossimità dell'utilizzazione ha un valore maggiore
di quello dell'energia fornita dalle centrali tradizionali, in quanto vengono
evitate le perdite di trasporto ;
l'adozione di questi sistemi permette la diffusione tra gli utenti di una maggiore
"coscienza energetica", con positivi risvolti nell'ambito di una crescente
razionalità ed efficacia d'uso dell'energia elettrica.
Il Ministero dell'Ambiente prevede, entro il 2007, investimenti nell'ordine
di 200 - 250 milioni di euro quindi circa 500 miliardi di lire, che può
consentire di avere 50.000 tetti solari nel paese. Un piccolo intervento rispetto
a quanto viene fatto in Germania, Giappone e Stati Uniti (paesi che hanno fortemente
contribuito a passare da 45 MWp prodotti dal fotovoltaico nel mondo nel 1990
ai 290 MWp del 2000). La Germania, ad esempio (come in alcune nostre regioni
autonome), non solo ha fornito sussidi per l'installazione di impianti, ma in
alcuni casi ha comprato l'elettricità in eccesso prodotta da tali impianti
e riversata in rete ad un prezzo molto maggiore di quello di vendita dell'elettricità
tradizionale, dando un impulso straordinario allo sviluppo del sistema, a tutto
vantaggio dell'ambiente.
Indirizzi utili: dott. geol. Fabrizio Cambursano
www.minambiente.it www.geologiweb.it
www.enerpoint.it
Lettera personale a Report, M. Gabanelli, (Rai 3), dopo la puntata dell'11.10.02 (Argomento: fotovoltaico)
Fabrizio Cambursano, geologo.
Facendo seguito alla puntata di Report sull'energia alternativa - Fotovoltaico
(1/10/02).
Sono anni che inseguo il miraggio dell'energia alternativa.
Con mia moglie, architetto, si progetta un impianto di riscaldamento geotermico
a bassa temperatura, a pompa di calore (semplice, collaudato ed in uso , in
altri paesi, da molto tempo).
Dove prendo l'energia per la pompa di calore? Dal fotovoltaico.
Novembre 2001: La Regione Piemonte indice un bando per l'assegnazione di contributi
per l'istallazione di pannelli fotovoltaici.
Faccio domanda (con il supporto degli amici dell'Enerpoit).
22 agosto 2002: Lettera Regione Piemonte, prot. 15409).
Scopro che su circa 500 domande io sono il n. 289.
Leggo:"i fondi impegnati sono sufficienti a finanziare le domande inserite
nella citata graduatoria fino alla posizione 60…".
Telefono e mi dicono: sono state finanziate le domande di coloro che hanno presentato
la richiesta il primo giorno utile (e non tutte).
Ne deduco: è stata tutta una farsa. In tutto il Piemonte (25.399 Km2,
4.288.866 abitanti, 168 x Km2, 1209 comuni), 60 impianti!!!
Poi mi dicono che forse verrà fatto un'altro bando, al quale si potrà
accedere ripresentando una nuova domanda (corredata da progetto), probabilmente
da consegnare il primo giorno sperando di conoscere qualcuno in Regione (che
magari ti faccia entrare per primo da una porta di servizio).
Mi pare chiaro che nel vostro servizio, per ingenuità o per dolo, si
omette di dire che in Italia (fatta eccezione per le Regioni a Statuto Speciale),
non c'è alcuna intenzione di favorire lo sviluppo del fotovoltaico, del
geotermico e di quanto sia classificabile come energia alternativa.
Sarebbe bene che questo venisse detto; forse indurrebbe coloro che sono preposti
a stabilire a chi e quanto debba essere erogato, ad essere più cauti
e più realisti su quanto effettivamente viene fatto e si farà
in questo delicato campo.
Avrei molte altre cose da dirvi, se vorrete approfondire l'argomento e fare
un vero servizio (come solitamente fate) agli ascoltatori attenti di Report.